sabato 25 aprile 2015
mercoledì 15 aprile 2015
LA RIFORMA DELLA "BUONA SCUOLA"


Secondo il governo, esso potrà costituire una vera e propria innovazione in grado di incidere fortemente su molti aspetti carenti del sistema scolastico italiano. La relatrice del decreto sarà il deputato PD Maria Coscia, mentre a presentarlo sono stati i ministri Giannini, Padoan e Madia.
Il governo sta cercando di accelerare l’iter parlamentare affinché questo DDL possa presto tramutarsi in legge; infatti, già il 21 aprile potranno essere votate eventuali modifiche al testo per giungere poi all’approdo finale. Ma, a prescindere da tutte le critiche e le eventuali modifiche, le novità o i punti comunque più significativi sono soprattutto i seguenti:
- la previsione di assunzione, nel prossimo anno scolastico, per un elevato numero dei cosiddetti precari, ossia di laureati che hanno già effettuato molte supplenze, senza però mai essere stati assunti definitivamente. Alcuni a questo proposito fanno notare che assumendo i precari si darebbe luogo a percorsi preferenziali a discapito degli altri aspiranti laureati che non hanno avuto possibilità di fare supplenze.
- retribuzione differenziata per i docenti sulla base del “merito” che dovrebbe dare luogo ad un “premio carriera” (collegato a progetti e idee per il miglioramento del sistema scolastico). Ovviamente, solo una parte dei docenti potrà aspirarvi. Anche qui è stato fatto notare che è difficile oggettivamente chi merita qualcosa in più rispetto ad altri. Per esempio un docente potrebbe presentare cento progetti ma essere poco efficace con i propri studenti; un altro, senza presentarne nemmeno uno, magari riesce a interessare e motivare profondamente i propri allievi. Il primo verrebbe premiato e il secondo no. Inoltre, le cifre di cui si parla oscillano su poche decine di euro.
- Formazione obbligatoria e corsi di aggiornamento per i professori che, inoltre, potranno attingere a un fondo di circa 500 euro annuali per eventuali acquisti di materiale specifico (software, libri, ecc.). Ancora una volta è stato fatto notare che anche nella situazione attuale i docenti si aggiornano, secondo i piani stabiliti dai singoli Collegi dei docenti.
- Abolizione delle 100 procedure burocratiche più gravose per la scuola. Alcuni si chiedono, perché proprio 100? Insomma, si ha il timore di una sottolineatura più propagandistica che sostanziale.
- investimenti per portare alle scuole il WI-FI ed una connessione a banda larga più efficiente e lo svolgimento di progetti digitali.
- fare ricorso all’alternanza scuola-lavoro per consentire agli studenti di affrontare in maniera più concreta lo studio. In effetti, sono già molte le scuole (come il nostro Liceo delle Scienze Umane) che utilizzano questa metodica per instaurare un approccio con il mondo del lavoro e anche per rendere lo studio più efficace.
- Utilizzare fondi da parte di aziende private per finanziare attività o altre esigenze della scuola. Si tratta di qualcosa che è già possibile effettuare e che, probabilmente, si vuole perfezionare o comunque incrementare.
- Agevolazioni per coloro che hanno i figli nella scuola privata; infatti, potranno detrarre parte della spesa dalla dichiarazione dei redditi, cosa che non sarà possibile per i genitori di alunni iscritti nella scuola pubblica. Secondo molti, questa scelta avvantaggerebbe in maniera ingiusta le scuole private.
- Nuove modalità per formulare il POF (Piano Offerta Formativa, ossia l’insieme delle attività che le scuole predispongono), attualmente deciso nel collegio dei docenti, mentre la proposta è di consentire al dirigente scolastico di deciderlo autonomamente, col solo onere di “sentire” gli organi collegiali. Le critiche evidenziano un eccesso di potere nelle mani di una singola figura, il dirigente appunto, che potrebbe prendere decisioni troppo personalistiche.
- Nel caso di nuove assunzioni (o di trasferimenti per i docenti già in servizio), il dirigente scolastico sceglierà in maniera autonoma, con criteri da egli stesso scelti, il docente iscritto all’albo a cui affidare la cattedra. E’ uno dei punti più contestati da chi critica questo Ddl. Infatti, secondo costoro, si arriverebbe a un vero e proprio arbitrio per cui non esisterebbero più regole certe per le assunzioni. Inoltre, vi violerebbero anche le norme costituzionali che prevedono l’assunzione nello stato solo tramite concorso e non per chiamata diretta.
Insomma, il comune denominatore dei diversi provvedimenti sembra configurare un dirigente scolastico con caratteristiche sempre più da manager, con poteri molto estesi. L’obiettivo è quello di aumentare l’efficienza di tutto il sistema scolastico puntando sul rafforzamento del potere dirigenziale. Il timore è che questo potere possa essere eccessivo, soprattutto in una istituzione che “produce” cultura, per la quale è fondamentale il consenso e la condivisone più che il “comando” e la “costrizione”.
Classe III ASU
Liceo delle Scienze Umane
Istituto Magistrale “Varrone” di Cassino
giovedì 19 marzo 2015
IL POTERE DELLA PAROLA
“Ascolta, Paula, ti voglio raccontare una storia, così
quando ti sveglierai non ti sentirai tanto sperduta. Non so come raggiungerti,
ti chiamo, ma non mi senti, perciò ti scrivo”
Queste sono le parole della scrittrice Isabel Allende nel
romanzo Paula, dedicato alla figlia colpita da una grave malattia che la porterà
alla morte. “La morte vaga per i corridoi e il mio compito è di distrarla
perché non trovi la tua porta”. Il mezzo al quale la scrittrice si affida è la
parola, fonte di sfogo e di dolore.
“ La parola è un gran signore, che con piccolissimo corpo e
del tutto invisibile, divinissime cose sa compiere; riesce infatti a colmare la
paura, a eliminare il dolore, a suscitare la gioia e ad aumentare la pietà” ;
questo è ciò che pensava Gorgia sulla parola, uno dei più grandi sofisti
dell’antica Grecia, i quali fondarono le loro dottrine filosofiche sull’arte
del saper parlare bene, con l’intento di convincere gli interlocutori delle
loro tesi.
“I sofisti” di oggi potrebbero essere artisti e poeti che
esprimono emozioni e stati d’animo affidandosi alla parola, inducendo il
lettore a riflettere e a ricorrere costantemente all’intelletto.
E’ possibile esprimere ciò che si pensa attraverso l’uso
della parola: “Tutti hanno
diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo
scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. E’ l’articolo 21 della Costituzione Italiana.
Purtroppo oggi la mancanza del diritto di parola è ciò che
ha portato l’uomo a schierarsi contro popoli e culture differenti compiendo
violenze inaudite. Ne è testimonianza il recente attentato compiuto a Parigi ad
opera di due terroristi islamici contro la rivista settimanale satirica “
Charlie Hebdo”, rivendicando il loro Dio che era stato oggetto di satire da
parte del giornale, impedendo in questo modo estremo la libertà di parola.
La parola può essere portatrice di importati cambiamenti.
Gandhi, ad esempio, con la parola portò il grande messaggio della non violenza
organizzando delle campagne in cui si discuteva di questi problemi. Sembra
banale l’idea di avere la parola, ma non ci accorgiamo di quanto essa possa
essere importante, tanto da essere considerata un “dono di Dio” perché ha in sé un grande valore, permettendo
agli uomini di rendersi liberi dai pregiudizi e da violenze di ogni genere.
Talvolta oggi la parola non ha lo stesso valore del passato:
molte immagini particolarmente significative ed eloquenti sono in grado di
trasmettere molto più di ciò che si può esprimere con una sola parola.
Ma è solo grazie ad essa se oggi conosciamo la nostra
storia, il nostro passato ed è proprio grazie ad essa se riusciremo a scrivere
il nostro futuro.
Nittolo
Ilaria IVASU - Martino Desideria IVAL -Tersigni Ilaria IVASU
Liceo delle Scienze Umane - Liceo Linguistico
Istituto Magistrale “Varrone” di Cassino
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| Da sinistra: Martino Desideria, Nittolo Ilaria, Tersigni Ilaria |
L'ESEMPIO DI SOCRATE
Socrate nacque ad Atene,
nel 469 a.C., dallo scultore Sofronisco e dalla levatrice Fenarete. Fu educato
alla maniera dei giovani benestanti. Egli fu un cittadino esemplare e ad Atene
si distinse per il rispetto delle leggi e per la sua attività di educatore dei
giovani. Fu un uomo serio ed equilibrato ma nel 403, caduti i Trenta tiranni e
ritornati al potere i democratici, Socrate venne condannato a morte con la
duplice accusa di misconoscere gli dei tradizionali della città, introducendo
divinità nuove, e di corrompere i giovani.
Era la tarda primavera del
399 a.C. Per capire il processo a Socrate, intentato da un governo democratico,
bisogna interrogarsi sul “personaggio Socrate”, sul suo carattere e sulle sue
qualità morali. Egli non scrisse nulla, preferendo il contatto immediato con le
persone, in particolare i giovani. Sulla sua figura abbiamo molte testimonianze
indirette, tra cui quella di Platone, che fu suo discepolo. Nei suoi scritti,
leggiamo che fisicamente Socrate non era un bell'uomo, ma aveva un animo
eccezionalmente bello e nobile, coraggioso e forte.
Ma perché, considerato l'esempio più limpido e
coerente di uomo giusto, fu processato da un tribunale popolare di Atene e
condannato a morte nel 399 a.C.?
Molti studiosi hanno
analizzato la questione e sono giunti alla conclusione che, finito il governo
illuminato di Pericle (V secolo), la città di Atene dovette subire la dittatura
dei Trenta tiranni e, alla loro caduta, il ritorno di un governo democratico
molto debole e precario. Egli fu condannato, dunque, in una fase di crisi della
politica e della democrazia, in cui il potere avvertiva come una grave minaccia
le istanze critiche di un personaggio popolare come lui. Questo filosofo così
semplice e sorprendente veniva visto come elemento destabilizzante per i nuovi
equilibri politici.
Socrate, dopo essere stato condannato a morte,
affrontò serenamente un mese di carcere e il giorno dell' esecuzione preferì
lasciarsi morire con una coppa di veleno. Può essere considerato l'uomo più
giusto e sapiente di tutti i tempi non solo per il suo rispetto delle leggi,
alle volte ingiuste, ma perché, a differenza degli altri uomini, egli era
consapevole di non sapere. Socrate si sentiva dunque investito di una missione
divina: scuotere gli uomini dal loro torpore spirituale, costringerli a
dubitare delle loro certezze.
Egli metteva in crisi i
suoi interlocutori, insinuando in loro il dubbio. Il suo intento era quello di
dimostrare che coloro che si reputavano sapienti non lo erano affatto, in
quanto non conoscevano in profondità quello di cui parlavano. A tal
proposito egli adottava un metodo che si componeva di due momenti fondamentali:
uno critico e negativo, l'ironia, che consisteva nel demolire le tesi
dell'avversario, mettendole in ridicolo dopo aver finto di accettarle come
giuste; l'altro costruttivo e positivo, la maieutica o "arte della
levatrice", con la quale Socrate intendeva risvegliare nell'interlocutore
il gusto della ricerca della verità attraverso un dialogo fatto di domande e
risposte.
Convinzione di Socrate, inoltre, era che le
singole virtù, o competenze, non bastavano per realizzare una vita davvero
soddisfacente e che era necessario raggiungere una visione unitaria della
virtù, che veniva ad identificarsi con la filosofia stessa, ossia con quello
che si può definire un vero e proprio stile di vita, votato alla ricerca. Da
sottolineare, infine, la concezione socratica dell'anima. Per Socrate
corrispondeva con la dimensione più profonda dell'uomo, ciò che metteva in guardia
quest'ultimo da quello che doveva evitare. La cura dell'anima, attraverso la
continua ricerca, era quindi fondamentale per il semplice motivo che l'anima
era ciò che, secondo Socrate, qualificava l'uomo come tale.
Martina Bellini
Classe III ASU
Liceo delle Scienze Umane - Istituto Magistrale di Cassino
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| Martina con la classe III Asu |
martedì 27 gennaio 2015
Fuga nel mondo della lettura
Immaginate di entrare
in una libreria, quella che di solito frequentate e di provare a resistere alla
tentazione di iniziare a sfogliare i libri. Più facile a dirsi che a farsi.
Con le loro copertine intriganti e decorate
ed il loro profumo intenso di carta stampata sono più invitanti delle sirene di
Ulisse, sottrarvisi è impossibile. Basta aprirne uno, sfogliare le prime
pagine, leggere qualche riga per incamminarsi in un sano circolo vizioso dal
quale non si vuole più uscire: un libro tirerà l’altro.
Che la lettura fosse importante lo si sapeva
da secoli, già ai tempi di Cicerone, che nel suo “Pro Archia poeta” affermava
che “non esiste occupazione dell’animo più nobile […] è di stimolo ai giovani,
costituisce un godimento per i vecchi, [i libri] rendono più belli i momenti
felici, offrono rifugio e conforto in quelli dolorosi”. Così la lettura è
compagna ideale per trascorrere il viaggio esistenziale, sino a Machiavelli che
si rifugiava nella sua stanza assieme ai classici e quasi si trasferiva in
loro, “entro nelle antique corti degli antiqui huomini,dove, da loro ricevuto
amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio, et che io nacqui per
lui” e né la morte,né la povertà né qualche altro affanno lo disturbava.
Eppure recenti studi hanno dimostrato che in
Italia si legge pochissimo. Complici i ritmi frenetici, la totale assenza di
voglia ed il poco tempo a disposizione. Come trovarlo, allora?
La risposta la dà D.Pennac in “Come un
romanzo” affermando che “il tempo per leggere come il tempo per amare, dilata
il tempo per vivere […]. La questione non è sapere se ho o non ho il tempo per
leggere (tempo che nessuno,d’altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia
di essere lettore.” Perché leggere è, prima di tutto, un piacere che concediamo
a noi stessi, un cibo delizioso per l’anima e la mente. Occorre tempo per
leggere, questo sì, fosse solo per trovare il luogo adatto e la posizione
giusta; ognuno ha le proprie preferenze: alcuni leggono con la musica a tutto
volume nelle orecchie, altri al contrario, non riescono ad “immergersi” nella
storia se non sono circondati dal più assoluto silenzio. C’è chi resta immobile
in una posizione per ore ed ore e chi la cambia in continuazione per trovare
quella ideale che non stanca.
A grande sorpresa, però, tra il restante
gruppo dei “paladini della lettura”, italiani che si dilettano nel leggere,
troviamo molti giovani. E chi se lo sarebbe mai aspettato di vedere un
adolescente abbandonare Twitter e WhatsApp
per dedicarsi interamente a un bel libro od un fumetto sorseggiando del tè
caldo? Complici i libri di “nuova generazione”, come le saghe fantasy (Harry
Potter, Shadowhunters… ) che hanno iniziato milioni di ragazzi al “culto della
lettura”. Anche la scuola svolge un ruolo importante per “arruolare” nuovi
seguaci, spesso introducendo nelle letture estive i libri che vedono come
protagonisti proprio dei teenagers coinvolti in problemi tipici
dell’adolescenza; nelle scuole tedesche, per esempio, è stato introdotto “Noi,
i ragazzi dello zoo di Berlino” per informare i giovani sugli incubi del mondo
delle droghe. Ai meno “fortunati” toccano classici della letteratura italiana
(e non solo), spesso non graditi dagli studenti come i loro preziosi amici
cartacei d’avventure immaginarie, ma comunque importanti per la propria
formazione culturale.
Però a volte è proprio la scuola ad iniettare
un’idea negativa dei libri e della lettura, trasformando il piacere in un
dovere tutt’altro che appassionante.
E ai coetanei che “accusano” i giovani lettori
di non sapersi divertire, che li invitano a non perdere tempo con “roba
antica”, si può rispondere sapientemente: «chi legge tutto il tempo non è che
non abbia una vita, ha solo scelto di viverne molte. »
Esiste poi l’attuale questione del libro cartaceo
contro quello digitale; quest’ultimo c’è chi lo preferisce per la praticità e
chi lo condanna, colpevole di togliere la magia ed il gusto di sfogliarlo ed
annusarlo. Qualunque sia la conclusione, l’importante è che ci si goda la
lettura nel migliore dei modi.
I libri sono amici preziosi, portali
incantati che ci portano a scoprire nuovi mondi nei quali scappare quando la
realtà si fa troppo triste o pressante; ogni opera letta lascia segni su di
noi, buoni o cattivi, visibili o impercettibili che siano; ci aiutano a
conoscerci meglio ed a comprenderci, mettendoci davanti situazioni che
chiedono: “e se fossi stato tu, al posto del personaggio, cosa avresti fatto?”
La passione per loro non la si può inculcare né insegnare,
deve venire da dentro affinché sia spontanea e bisognerebbe indirizzare i
bambini su questa via sin da piccoli, portandoli magari nella biblioteca di
quartiere per mostrare loro quanto possa essere meravigliosa la presenza
imponente di tanti libri tutti insieme. E non stupirsi se, ammaliati da tanta
bellezza, insistano per volerci restare per sempre.
Bianca Fagioli
Istituto Magistrale
“”Varrone”
Liceo Linguistico
Classe IV A
martedì 14 maggio 2013
LA GIORNATA DELL’ARTE: un evento eccezionale!
Wow, che assemblea di Istituto fantastica, sabato 11 maggio
2013, all’Istituto Marco Terenzio Varrone di Cassino! Chi parla è un’alunna che
frequenta il primo anno del Liceo delle Scienze Umane. Devo dire che, sin dal
mio arrivo in questo Istituto, sono rimasta molto colpita dallo svolgimento
delle assemblee mensili: sempre così partecipate e interessanti! Ma quella di
sabato è stata eccezionale!
In occasione della Giornata dell’Arte, la nostra
Preside, professoressa Filomena Rossi, ci ha permesso di organizzare
l’assemblea di Istituto in modo che ognuno di noi avrebbe potuto esprimersi
secondo la forma artistica a sé più congeniale. Lo stupore è stato quello di
scoprire che ragazzi come noi, con cui condividiamo fianco a fianco le nostre
giornate scolastiche, avessero talenti nascosti di cui non avremmo immaginato
l’esistenza. C’è chi ha suonato, chi ha
ballato, chi ha cantato, presentandoci uno stupendo spettacolo musicale che ci
ha coinvolti ed entusiasmati per ben tre ore.
E’ vero che una cosa così non si sarebbe potuta improvvisare ed è
particolarmente riuscita perché questi nostri compagni hanno provato tutti i
pomeriggi della scorsa settimana sostenuti dai professori Marisa Broccoli,
Bibiana Massaro, Gabriella Sabatini,
Maria Scappaticci e Piero Pelosi. Perciò, è anche per merito loro se la cosa si
è potuta realizzare e a nome di tutti li ringrazio.
A queste espressioni
artistiche si è aggiunta la vendita dei dolci da noi realizzati a casa (ahimè
scomparsi in pochissimo tempo!) e di alcuni oggetti di bigiotteria artigianali,
fatti a mano da alcune ragazze bravissime, che hanno avuto molto successo tra
di noi…e tra le professoresse. Il ricavato della vendita di queste cose andrà a
sostenere le adozioni a distanza che il nostro Istituto tradizionalmente e
puntualmente porta avanti ogni anno. Insomma, che dire? Ringrazio tutti i miei
compagni che si sono impegnati in questa avventura, dandoci l’occasione di
terminare l’anno in maniera festosa e gioiosa, nell’augurio che anche i
risultati del nostro impegno nello studio delle materie scolastiche sia
altrettanto entusiasmante. Buona fine di anno scolastico a tutti!
Chiara
Ceccarelli
Classe I A
Liceo delle Scienze Umane
Esperienza Formativa All’Università Di Cassino Conoscenza, capacità e competenza sono gli elementi caratterizzanti di una Scuola che non informa soltanto, ma che vuole stare al passo con i tempi producendo formazione e non solo nozionismo, fornendo agli studenti strumenti e tecnologie sempre più avanzate…
Pregiudizialmente le diverse agenzie
educative sono portate a credere che i
giovani oggi siano disinteressati alle
problematiche sociali che attanagliano i nostri tempi, ma lo Stage ha
evidenziato che, se sono giustamente motivati, e se vengono loro forniti
adeguati strumenti, essi, non solo mostrano vivo interesse per le suddette
problematiche, ma addirittura riescono a individuarne le cause e a ricercarne
soluzioni attraverso opinioni personalizzate.
“Finalmente qualcosa
di nuovo ed interessante!”, questo è stato il primo commento dei ragazzi coinvolti,
che per primi hanno dato il via a questa iniziativa sperimentale la quale si
propone di preparare i ragazzi in modo “praticamente attivo” nell'Università sopracitata.
A pochi giorni dalla
fine del tirocinio la loro euforia non sembra aver perso il vigore iniziale
della novità; merito della piena disponibilità a collaborare dei docenti
universitari dott.ssa G. De Santis, di pedagogia, dott. F. Mesiti, di filosofia giuridica e dott.ssa F. Ciccodicola, di antropologia che hanno
saputo trasmettere, negli incontri settimanali,
entusiasmo e metodo motivante e costruttivo, incentivando gli studenti a
dare vita ad una vera ed analitica “Ricerca Sociale” su tematiche d’attualità
diversificate. Lo stage, iniziato il 27 Febbraio u.s. e coordinato dall’insegnante
di classe, prof.ssa Anna Tomassi, ha visto i ragazzi impegnati ad applicare
contenuti e tecniche che fino ad allora avevano appreso principalmente a
livello teorico.
Il gruppo classe è
stato suddiviso in cinque sottogruppi operativi, ciascuno dei quali ha scelto l'argomento di fondo della loro
ricerca, dando, così, libero sfogo alla loro creatività organizzativa del lavoro. Le problematiche affrontate e con le quali si
sono cimentati, sono state: “ I Giovani
e la Politica ”, “ I Giovani e le
loro Scelte Future”, I Giovani, l’Orientamento futuro e la Crisi Economica ”, “Antiche
Credenze e Superstizioni”, “Dal Delitto d’Onore al Femminicidio”.
Muniti di buona
volontà e consapevoli dell'enorme impegno che il progetto richiedeva, gli
studenti dei vari gruppi hanno strutturato e somministrato questionari ed interviste
con domande inerenti l'argomento della loro ricerca.
Hanno elaborato,
infine, una relazione di sintesi che riporta fedelmente ogni singolo step e
tutti i risultati scaturiti dai dati raccolti, organizzati in grafici, organigrammi
e DVD.
L'esperienza,
fortemente educativa ed istruttiva, ha permesso di coinvolgere non solo i
ragazzi che, anche se per poco tempo, hanno ricoperto il ruolo di “Sociologi
alle prime armi”, ma anche gli intervistati,( la maggior parte ragazzi del Liceo),
i quali hanno potuto esprimere le loro opinioni a riguardo, ascoltati su
tematiche che li coinvolgono o li
coinvolgeranno in
prima persona in un prossimo futuro, cosa che raramente accade. Ora ai nostri
giovani “Sociologi Principianti” manca solo l'ultimo passo: parlare ad una
classe di universitari, il 31 Maggio, giorno in cui verranno presentati i lavori,
progettati e realizzati accuratamente
con serietà ed impegno. Ma, dopo aver dato vita ad una “Ricerca Sociale” senza
alcuna esperienza precedente, quest'ultimo compito sarà in confronto una passeggiata.
Questo stage non ha
solo immerso i ragazzi nella realtà universitaria, a molti totalmente
sconosciuta, ma li ha, soprattutto, portati ad un arricchimento culturale,
avendo stabilito un rapporto diretto con la realtà che li circonda e fatto conoscere più approfonditamente le
problematiche generali tipiche della vita di tutti i giorni.
Esperienze così innovative
dovrebbero essere opportunità più diffuse e dovrebbero essere adottate dalle
varie scuole, affinché i giovani possano fruire di preziose occasioni formative
direttamente sul campo e diventare così
più autonomi e pronti ad affrontare con maggiore sicurezza il futuro.
Ora che lo Stage sta
volgendo a termine è doveroso sottolineare la completa disponibilità e l’attiva
partecipazione dell’intera classe coinvolta, già presentata all’inizio, ma che
ancora una volta ci piace elogiare per il senso di responsabilità dimostrato: la IV B dell’Istituto M.T.
Varrone che non vede l’ora di ricominciare, nel prossimo anno scolastico, una nuova
collaborazione con l'Università di
Cassino.
Esperimento dunque
riuscito!
Claudia Canale, classe IV Bspp
Istituto Magistrale
” M.T.
Varrone “ di Cassino
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